Riccardo Dalisi

Artista e designer

Nel 1981, Riccardo Dalisi ha vinto il premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Nel 2014 ne ha vinto un altro, per il suo impegno nel sociale. Si tratta del più antico ed autorevole premio mondiale di design.

Da sempre impegnato nel sociale, ha unito ricerca e didattica ad architettura, design, scultura, pittura, arte e artigianato. Le sue opere, nelle quali impiega materiali poveri come ferro, rame e ottone, sono presenti nei più prestigiosi musei italiani, europei e d’oltreoceano.

Che cosa ha significato per lei ricevere il Compasso d’oro alla carriera? 
“Il Compasso d’oro alla carriera è stato motivato dal mio impegno nel sociale, per me è come un necessario completamento del primo compasso d’oro, che mi fu assegnato per la ricerca sulla caffettiera da cui nacque la “Napoletana” Alessi”.
Come è nata l’idea della creazione delle caffettiere?
Nacque da una committenza di Alessi su suggerimento di Sandro Mendini. Diventò subito una avventura anche di ricerca storica, sul caffè e la sua antropologia. Così la caffettiera diventò un personaggio, si animò”.

Ce n’è una che, più delle altre, le è rimasta nel cuore?
“La prima di queste animazioni, la “caffettiera Totò”, antenato di “Totocchio”. Una caffettiera fra Totò e Pinocchio”.

Che rapporto si crea tra lei e le opere a cui dà vita?
“Le dimentico subito per fare spazio ad altre opere”.

Che cosa ha rappresentato l’esperienza di Rua Catalana?
“Forse è una prova di come non c’è creatività e non c’è progresso se non esiste contaminazione fra culture diverse, in questo caso l’artigianato (tradizione) e il design (innovazione), la cultura popolare e la ricerca accademica. Ho la soddisfazione di aver rinnovato una tradizione artigianale che stava morendo. Oggi le botteghe di Rua Catalana oltre a realizzare le mie sculture hanno molto lavoro con architetti, arredatori e allestitori”. 

Qual è il suo rapporto con Napoli? La città la influenza nelle sue creazioni?
“Pur legato al sentimento delle mie radici lucane mi sento napoletano forse nella creatività disordinata, nel “progettare senza pensare”, come intitolavo un mio libro di architettura tanto tempo fa. Forse c’è una influenza forte del Mediterraneo nella mia produzione in ceramica, pavimenti o oggetti di uso: chissà”. 

www.riccardodalisi.it

Rua Catalana

E’ un’antica strada nella zona del Porto, riqualificata grazie all’arte di Dalisi. Per essa l’architetto disegnò sculture e lumi in ferro, latta e rame e li fece poi realizzare dagli artigiani nelle loro botteghe. Oggi il Borgo è diventato quasi un museo a cielo aperto.