Gioielli made in Italy

Un mercato in crescita, che va verso la sostenibilità e lo sviluppo internazionale

Il comparto orafo-gioielliere made in Italy registra un trend positivo di crescita. Lo dicono i numeri registrati nelle ultime fiere nazionali ed internazionali del settore.

Strategico, in quest’ambito, è il distretto di Torre del Greco per la lavorazione del corallo e dei cammei. Una delle direttrici di sviluppo nel cui solco si muovono le aziende di eccellenza per la lavorazione dell’oro rosso è la sostenibilità.

Ne abbiamo parlato con Vincenzo Aucella, presidente di Assocoral, l’associazione nazionale nata nel 1977 per valorizzare, tutelare e promuovere tutto ciò che attiene all’artigianato e all’industria del corallo e dei cammei.

Già dagli anni ’80 l’Assocoral si è impegnata per bandire un certo tipo di pesca di corallo ritenuto non ecocompatibile con l’ambiente marino, messo in pratica per oltre 300 anni. È stato così possibile passare dalla pesca alla raccolta di corallo. Non più pescatori ma sub professionisti, non la classica imbarcazione in legno chiamata “corallina”, ma barche attrezzate e professionali. Il 2 gennaio 2019, siamo finalmente riusciti a far approvare la prima Legge Nazionale che regola la raccolta del corallo”.

Non solo sostenibilità

Le aziende che si occupano della lavorazione del corallo si muovono costantemente in direzione dello sviluppo della loro attività sui mercati nazionali ed internazionali.

Lo spiega il presidente di Assocoral, Vincenzo Aucella:

I torresi, da più di 100 anni, hanno sempre volto il proprio sguardo oltre i confini nazionali, con tracce di scambi commerciali fino in Giappone, in momenti dove gli spostamenti non erano così veloci ed agevoli come oggi. Oggi come allora è forte questa tradizione e predisposizione grazie soprattutto alla presenza di aziende di Torre del Greco nelle più importanti Fiere internazionali: Basilea, Hong Kong, New York, Tokyo, solo per citarne qualcuna”.

Due i progetti che attualmente impegnano le aziende appartenenti ad Assocoral:

Il primo è un premio internazionale di incisione, che possa richiamare artisti da tutto il mondo per cimentarsi con la nostra tecnica di incisione su conchiglia. Il secondo è un marchio che possa identificare tutti i prodotti in corallo ed in cammeo, ad appannaggio dei soli soci Assocoral, così da identificare un tipo di produzione qualificata”.

Infine, c’è anche la proposta di candidatura per la lavorazione del Corallo e del Cammeo di Torre del Greco a patrimonio immateriale dell’umanità.

Una cosa che ci impegna in un lungo percorso e che ha già stretto la comunità cittadina nella coscienza dell’importanza dell’eventuale riconoscimento, che permetterà alla nostra tradizione artistica di restare in eterno come patrimonio immateriale, e di portare la città di

Torre del Greco alla ribalta mondiale”.

www.assocoral.it

Il corallo e le donne

La prima fabbrica di corallo di Torre del Greco nacque nel 1805 ad opera del marsigliese Bartolomeo Marten.

Impiegava soprattutto operaie donne, poiché gli uomini erano impegnati per sei mesi l’anno nella pesca del corallo e le donne avevano bisogno di lavorare per mantenersi autonomamente in loro assenza.

Venivano impegnate nelle operazioni che richiedevano più delicatezza ed accuratezza, come l’infilatura, la bucatura e la scelta dei coralli. I lavori più pesanti, invece, erano destinati agli uomini. Come il taglio e la lucidatura: i coralli venivano strofinati per sette ore sotto l’acqua corrente in sacchetti di tela, un lavoro impegnativo e faticoso.

Ancora oggi, in parte, resta una certa divisione dei ruoli. Sono ancora di appannaggio femminile l’infilatura e la scelta dei colori.

Suggestioni sul corallo

Anticamente il corallo era ritenuto un oggetto apotropaico. Considerato simbolo di forza, vitalità e fertilità. Fino al ‘700 si pensava fosse l’unico oggetto appartenente contemporaneamente ai tre mondi: vegetale, per la forma arborea, minerale, perché duro come una pietra, animale perché appena pescato recava su di esso dei polipetti. Anche nella trasformazione del corallo, da morbido e sotto forma di alga, prima di essere pescato, a duro appena fuori dall’acqua, ci sono tutti i rimandi a riferimenti di tipo fallico. Nello stesso tempo era propiziatorio della fertilità: il corallo era regalato alle giovani spose affinché si tenessero in salute e procreassero e alle balie per favorire la bontà del latte.